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17 Ottobre 2026

La raccolta delle olive a Biccari, dall’albero al frantoio

A ottobre, a Biccari, si stendono le reti sotto gli ulivi. Come raccogliamo le olive e perché arrivano al frantoio entro 10 ore.

Ulivo carico di olive a Biccari, con le reti stese sotto la chioma
Ulivo carico di olive a Biccari, con le reti stese sotto la chioma

A Biccari la raccolta delle olive comincia a ottobre. Sui rami ci sono olive ancora verdi e altre che hanno già preso il colore viola: in questo momento danno meno olio, ma l’olio più profumato, con l’amaro e il piccante che poi ritrovi nel piatto. Ecco come lavoriamo, dall’albero alla cisterna.

Perché raccogliamo a ottobre

Più l’oliva matura, più olio contiene. Intanto però perde profumi e polifenoli, le sostanze che danno l’amaro e il piccante e che proteggono l’olio dall’ossidazione. Raccogliere presto vuol dire rinunciare a un po’ di resa per avere un olio verde e vivo.

Olive verdi, rosse e nere disposte per grado di maturazione
Dal verde al nero: le olive a diversi gradi di maturazione.

Il risultato si misura. Nelle analisi della raccolta 2023 il nostro olio aveva 772 mg/kg di polifenoli totali, e il panel di assaggio l’ha descritto come un fruttato verde medio, con amaro e piccante medi e profumi di mandorla, erba, carciofo ed erbe aromatiche. Cosa vogliono dire questi numeri lo spieghiamo in come leggere le analisi di un olio.

Abbacchiatori e racanelle

Sotto ogni albero si stendono le racanelle, le grandi reti su cui cadono le olive. Poi si passa tra i rami con gli abbacchiatori, aste con un pettine che vibra e fa cadere i frutti sulla rete.

Simona ricorda quando, da bambina, con le sorelle raccoglieva le olive cadute a terra, mentre i grandi salivano sulle scale per arrivare ai rami: l’abitudine contadina era non sprecare niente.

Olive cadute sulle reti verdi stese sotto gli ulivi
Le racanelle stese sotto gli alberi.

Dalle reti le olive passano nelle cassette forate. I fori lasciano circolare l’aria: ammucchiate in un sacco, le olive si scalderebbero e comincerebbero a fermentare, e quel difetto passerebbe nell’olio.

Olive versate dalla rete in una cassetta gialla forata
Dalla rete alla cassetta forata.

Al frantoio entro 10 ore

Da quando l’oliva si stacca dal ramo il tempo conta: più aspetta, più sale l’acidità e più si rischiano difetti. Per questo portiamo le olive al frantoio entro 10 ore dalla raccolta.

Il frantoio a cui ci affidiamo, in zona, lavora a ciclo continuo. Le olive vengono pulite dalle foglie e lavate, poi frante e gramolate, con la temperatura di estrazione sotto controllo: è quella che salva i profumi. Il decanter a due fasi separa l’olio dalla pasta di olive usando poca acqua, così i polifenoli restano nell’olio invece di andarsene con l’acqua.

Olive che salgono sul nastro verso la lavatrice del frantoio
Al frantoio, le olive vanno al lavaggio.

Subito dopo l’olio viene filtrato con pannelli di pura cellulosa, che trattengono i residui di polpa e di acqua. Un olio limpido si conserva meglio, perché quei residui col tempo fermenterebbero.

Nelle cisterne, sotto azoto

L’olio filtrato riposa nelle nostre cisterne di acciaio inox, sotto azoto e a temperatura costante. L’azoto prende il posto dell’aria sopra l’olio: senza ossigeno l’olio si ossida molto più lentamente e conserva più a lungo il profumo dell’oliva appena franta.

Prima che arrivi sulla tua tavola lo facciamo analizzare in laboratorio e assaggiare da un panel riconosciuto: acidità, perossidi, indici spettrofotometrici, polifenoli e panel test.

In oliveto e dopo il frantoio

Per la mosca dell’olivo usiamo trappole a feromoni, che ci dicono quando e dove è arrivata: così interveniamo solo dove serve e al momento giusto. E la sansa, quello che resta delle olive dopo l’estrazione, non si butta: l’impianto in cui lavoriamo le olive ne ricava il nocciolino, un combustibile.

Un oliveto tornato a vivere

Il nome Contrada Ingegnoso viene dalla località in cui nonno Peppe comprò un oliveto abbandonato, meno di cento alberi vicino al paese. I suoi figli lo raggiungevano a piedi e lo hanno visto rinascere. Oggi lo cura Aurelio, il papà di Simona, e la mamma Michelina lo ha riempito di fiori.

Il nostro olio lo trovi in bottiglia da 500 ml e nel Bag in Box da 3 litri, che lo protegge da aria e luce anche dopo l’apertura. Per tenerlo al meglio a casa, leggi come conservare l’olio extravergine.

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